I viaggi sono linfa creativa: ma come tenerla viva anche quando non si può partire?

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Viaggi letterari, con i libri scopriamo altri mondi

Con i libri si possono vivere straordinari viaggi letterari. Ciascuno di noi ha in mente posti, sensazioni, ricordi che fanno di un luogo il suo preferito. Tra quelli citati in occasione di un sondaggio tra i componenti di Freelance Network sono emersi Irlanda, Isola d’Elba, Grecia, Berlino, Portogallo, Toscana, Roma, Australia, Calabria, Parigi, Sicilia, Costiera Amalfitana, Sardegna, Venezia, la Provenza e la Francia tutta, Londra…

I luoghi del cuore di Freelance Network

Sono tutte destinazioni verso le quali probabilmente tante volte durante la pandemia abbiamo sognato di fuggire. Sì, ma perché le nominiamo qui? Perché sono (alcuni) luoghi del cuore di noi freelance, di noi membri del Freelance Network Italia. Nomi, suggestioni, ricordi, che sono scaturiti in un attimo quando, durante uno dei nostri eventi online degli ultimi tempi, è stata fatta la semplice e schietta domanda: qual è il vostro luogo del cuore?

Segno che il viaggio, il cambio di visuale, il confronto con l’altro e l’altrove sono assolutamente radicati in noi e fanno parte della nostra quotidianità, non solo privata. Noi freelance abbiamo sempre bisogno di nutrimento e linfa e questa carica molto spesso viene proprio anche dal muoversi. Pensiamo ai nomadi digitali per esempio! Sì, ma come possiamo coltivare questo senso di creatività e benessere in un momento in cui la mobilità si è fatta così difficile? Beh, ci sono tanti modi, e alcuni di questi possono diventare anche spunti creativi per la nostra professione, se lavoriamo per esempio nel mondo della comunicazione. Di qui la proposta dei viaggi letterari.

Leggere il viaggio per vivere viaggi letterari

Per esempio, in tempi come questi possiamo farci guidare dai libri: non solo manuali tecnici, ma anche romanzi e racconti, per evadere dalla routine e lasciarci ispirare.

Ci sono romanzi capaci di farci immergere in un luogo quanto una guida turistica. E seguendo gli eroi di carta possiamo scoprire nuove storie in giro per il mondo. Non solo: facendo i turisti, nei nostri viaggi letterari, scopriremo i luoghi di ispirazione di grandi scrittori e artisti, e chissà che non ci svelino chicche utili anche per il nostro lavoro creativo.

E per chi si occupa di turismo può anche rivelarsi un’opportunità interessante per sviluppare viaggi più consapevoli. Non sappiamo ancora quale turismo ci aspetta nel prossimo futuro ma certamente sarà un più consapevole, più “pensato”, di prossimità e slow: questo dicono esperti e operatori. E dunque investire in un turismo d’ispirazione e che metta al centro non solo i luoghi ma anche le persone e le storie potrebbe essere una buona opportunità per i professionisti del settore: agenzie di viaggi, piccoli operatori, guide, travel coach, consulenti di viaggio. Ma anche chi lavora a stretto contatto con le istituzioni potrebbe proporre idee per valorizzare il tessuto di offerta culturale di cui i nostri territori sono ricchi: biblioteche, musei, iniziative diffuse nate spesso dal basso, eventi e esperienze spesso poco note. E utilizzare anche gli strumenti digitali a disposizione in attesa che si possa viaggiare liberamente, come per esempio i tour virtuali.

Scrivere il viaggio

Il viaggio è già una forma di scoperta sia del mondo che di se stessi, ma raccontare in seguito la propria esperienza diventa un modo per conoscerla più a fondo e rendersi conto anche di come abbia inciso nel nostro io. Ecco perchè i viaggi letterari assumono una rilevanza particolare.

Scrivere in una forma più ragionata, più complessa e approfondita rispetto ai post mordi e fuggi sui social, così come nel giornalismo si è fatto nuovamente strada il long form dove il formato non è solo una questione di lunghezza, ma anche di riflessione, di ricerca sui contenuti.

Ecco, credo che una cosa simile possa realizzarsi anche nel mondo della scrittura di viaggio, come risposta a contenuti frammentati, veloci, spesso dettati dall’immediatezza ma che spesso non permettono neanche a chi li scrive di vivere appieno la propria esperienza e come questa ha inciso su di sé.

Disegnare il viaggio

Raccontare i luoghi attraverso le parole, le proprie e quelle degli scrittori, certo, ma anche con le immagini: non pensiamo però alle fotografie!

Un altro modo di raccontare il viaggio che si è fatto strada ripesca infatti dall’antico.

Urban Sketchers è un network di artisti in giro per il mondo, dediti a “disegnare” le città in cui vivono e quelle in cui viaggiano. Questo è il loro modo di “raccontare” il territorio, e in un’epoca di scatti compulsivi, selfie e video ovunque, alimentati certamente anche dalla pandemia e dalla necessità di “vedersi” a distanza, non trovate che sia quasi “rivoluzionario” scoprire il mondo attraverso un’arte lenta, che dà una chiave di lettura più soggettiva lontana dai panorami standardizzati e che si prende del tempo?

Disegnare i viaggi letterari

Ci sono già istituzioni turistiche che hanno integrato questa modalità di promozione. E qualche anno fa anche il Rijksmuseum di Amsterdam aveva incoraggiato i suoi visitatori a prendere carta e matita e disegnare le opere che ammiravano, invece che scattare il solito selfie. E in Italia esiste anche l’Associazione “Autori Diari di Viaggio“, che nasce per divulgare l’arte del raccontare il viaggio attraverso disegni e parole, e organizza a Ferrara il Diari di Viaggio Festival con mostre, maratone, workshop e conferenze sul taccuino di viaggio. Per chi ha voglia quindi, sono tantissime le occasioni per vivere e stupirsi con i viaggi letterari.

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